Capelli rossi e Bambole

Molte delle mie creazioni hanno i capelli rossi. Sebbene non abbia i capelli rossi, sento una specie di felling che mi spinge a cercare questa combinazione di colori. Una specie di arcana convinzione che le creature con i capelli rossi posseggano una forza innata, una grazia superiore, che siano ” baciate dal fuoco ” come direbbe R.R.Martin.

Inoltre mi sta venendo una vera e propria ossessione per le bambole. Come se non mi bastasse più creare soggetti immobili, destinati a diventare gioielli, ma cercassi in tutti i modi di muoverli, di renderli vivi, di tirarli a forza fuori dalle mie idee confuse per diventare qualcosa di concreto, con cui interagire, di vivo per quanto possibile sia. Una bambola che diventi una specie di feticcio che porti consiglio e che riporti la mente al suo posto quando si perde nel caos della vita e della quotidianeità, che tanto spesso ti abbaglia con l’illusione di avere tante cose importanti da fare, che una volta termiante verranno semplicemente sostituite da altre, e da altre ancora! Un’ancora della psiche, come la bambola di Vassilissa La Saggia.

I capelli rossi hanno per me un significato molto profondo, che ha radici lunghe e lontane del tempo. Nelle mie fantasie di bambina, il figlio della protagonista delle mie storie, una elfa bianca di nome Hevia, dai capelli argentati e dalle lunghe orecchie che le ricadevano sulla schiena come una coniglia, aveva i capelli rossi e gli occhi castani, e si chiamava Jair. Non era solo il figlio del mio personaggio, ma era come se fosse stato mio stesso figlio. Gli altri due, Cheyenne e Nell, sarebbero venuti dopo. Avevo persino cominciato a scrivere un libro sulle loro storie, che ovviamente non ho mai terminato, ma che rileggo ancora con piacere, ogni tanto. Quei personaggi, quelle storie, significavano molto per me, e se un giorno avrò dei figli, sarà di loro che racconterò, fintantochè vorranno ascoltare le mie storie e le mie canzoni. Ero convinta che ogni essere avesse una musica predestinata, che lo accompagnasse per tutta la vita, e che quando la ascoltava poteva ritrovare sè stesso anche nei momenti più bui…ma questa è un’altra storia.

Fatto sta che il mio progetto personale sarà proprio quello di realizzare la MIA bambola, probabilmente ci metterò settimane, ma non mi arrenderò 🙂 Migliorare, o quantomeno provarci, è l’unico vero obbligo che si ha verso sè stessi, l’unica vera cosa da fare, in questo caos…e, ogni tanto, fermarsi e riposare, creando solamente per te stesso.

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