The Polymeric Art: international Journal

E’ con grande commozione che riporto oggi l’uscita del numero estivo della rivista internazionale ” The Polymeric Art”, totalmente dedicata alla lavorazione delle paste polimeriche e ai loro artisti. Devo ringraziare una mia fan e amica, Marina di M2 ( https://www.facebook.com/pages/M2-Marinamarinomakeit/123616867720370?ref=ts&fref=ts) , una persona rara che oltre a gestire il suo negozio e la sua creatività , trova persino il tempo di cercare occasioni per altre persone che a malapena conosce. Ebbene, grazie Marina di avermi consigliato di scrivere… perchè in questo numero ci sono anche io!!!

A parte il fatto che sto pensando seriamente di abbonarmi a questa rivista ( che in fondo fa 4 numeri all’anno, direi che il sacrificio si può fare ), il numero estivo mi verrà recapitato per posta elettronica e in forma cartacea, quindi per ora c’è solo il mio nome nel sommario…ma tanto basta e avanza…vengo citata come “artista emergente”, il sogno di una vita da autodidatta che si avvera.

http://www.flipsnack.com/A76C7558B7A/fhnfbfij

Spero comunque di avere presto l’articolo completo ( per i miei genitori soprattutto U_U ).

Un grazie di cuore anche a tutti voi che seguendomi e incoraggiangomi mi fate sentire sempre ogni giorno un pò artista e meno hobbista, e questo per me vuol dire tantissimo, perchè anche se il limite vero tecnicamente non esiste, un artista non può autodefinirsi tale ( almeno non senza peccare di presunzione ), poichè l’arte è soprattutto comunicazione, e quindi sono solo coloro che vedono le opere che possono farti superare quella linea sottile.

E’ grazie a voi che ho trovato il coraggio di scrivere, quindi grazie di cuore.

La Figlia del Brigante

Vivere l’arte in un mondo immaginario: Natascia Raffio e il Loverismo

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” Blue Bird”, Natascia Raffio 2013

Questa è una intervista a cui tengo particolarmente, in parte perché tocca temi molto delicati come la concezione di arte e di artista, in parte perché ho deciso di avere come interlocutrice una artista che ammiro molto, Natascia Raffio.

Natascia ha infatti creato dal nulla un mondo tutto suo, che traspare da ogni sua opera, sia essa dipinta o modellata, popolato da alter-ego nati dall’inconscio e amici immaginari, un mix tra l’atmosfera decadente del circo, l’arte dei doll-maker e ambientazioni surreali che straripano di oggetti carichi di significato in continua fusione/lotta con i soggetti rappresentati.

Natascia Raffio è inoltre uno degli esponenti più importanti di un movimento artistico rivoluzionario, il Loverismo, di cui ci farà da portavoce.
Ecco alcune sue opere più rappresentative:

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” The Wait”, Natascia Raffio 2012

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” STARDUST CIRCUS COME IN THE NIGHT”, Natascia Raffio 2012

Come è cominciato il cammino che ti ha fatto diventare l’artista che sei ora? Raccontaci le tue decisioni cruciali, le strade intraprese, insomma, tutto ciò che ti ha portato ad essere te stessa oggi.

Io sono sempre stata quella che sono, non credo di essere mai stata bambina ( o forse non sono mai cresciuta ,c’è chi giura che in realtà non abbia superato gli otto anni). Non ricordo di aver fatto cose diverse da quelle che faccio ora come non ricordo un giorno privo dei compagni immaginari che popolano le mie giornate, non so quando è iniziata veramente. Per quanto riguarda le cose pratiche il mio percorso lavorativo/artistico è iniziato a vent’anni con una prima esposizione seguita da altre e dal tuffo nel mondo del fumetto che fino a qualche anno fa mi ha dato da vivere, per poi tornare alle gallerie.Immagine

Il rapporto con il tuo mondo ha dovuto subire dei cambiamenti durante tale percorso? Sei stata costretta a scendere a dei compromessi o hai sempre trovato il modo di esprimere ciò che veramente volevi rappresentare con le tue opere?

Quando ho iniziato ad esporre (parliamo della preistoria…anni ’90 brrr) il pop surrealismo in Italia non era praticamente arrivato ( io stessa non ne sospettavo l’esistenza…nè la mia appartenenza) e anche se sono riuscita a trovare il mio piccolo spazio era evidente che in quel momento non avrei potuto vivere di quello che facevo e così per un periodo ho fatto fumetti. E’ stato divertente e istruttivo, una gavetta colorata diciamo, e poi senza rendermene conto quello che creavo è diventato “ di moda”, da li il ritorno alle esposizioni e il favoloso approdo alla DOROTHY CIRCUS GALLERY. Per quanto riguarda i compromessi bè diciamo che io non sono molto favorevole quando si tratta di compromettere l’atto creativo, per fortuna non ho mai avuto “proposte indecenti” del tipo “ cambia quegli occhi” ,“aggiungi un sorriso “ o cose simili. La vera lotta è contro le barriere interne, lasciarsi andare è la cosa più difficile anche per una come me che apparentemente sembra fare tutto quello che gli passa per la testa. Vivo nel continuo tentativo di esprimere quello che sento o penso di voler dire. Quello che offro allo spettatore (e a me) è il mio tentativo. Spero basti per il momento hahahaaha.

Nel panorama italiano ci sono molti autodidatta, soprattutto nel mondo delle paste polimeriche e dell’illustrazione, che non si considerano ( e probabilmente non lo faranno mai ) “ artisti “, continuando a classificarsi come “hobbisti” ( indipendentemente dal loro livello di bravura ). Secondo te qual è la vera differenza tra artista ed hobbista? Può un hobbista divenire artista anche se non ha frequentato scuole o ambienti che ufficializzano tale ruolo?

Non credo che una scuola possa darti il titolo d’artista, come non credo che ci si possa auto definire tali. Non mi preoccupo dei “titoli”  Cerco di non annoiarmi mai ,di mantenere l’entusiasmo, di avere sempre qualcosa da dire poi spero che le mie creazioni piacciano ( sono vanitosissima ) e si ricomincia, lavoro dalle 6:30 della mattina fino a sera,non ho tempo per interessarmi alle medaglie.Tu si?

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Parlaci del manifesto del “ Loverismo”, il movimento artistico di cui sei esponente. Alla sua base c’è un idea molto importante, cioè quella che accomuna gli artisti nel sentimento d’amore che spinge l’uomo a creare e condividere la propria opera, scevra da classificazioni di stile e purificata del lato economico. In questa cornice come viene visto il ruolo dell’artista ?

Dunque ( prendo un aria serissima!) il Loverismo non è puramente una nostra invenzione, noi abbiamo dato nome ad un desiderio di molti CREARE E CONFRONTARSI SENZA IVIDIE O STRATEGIE. Il mondo dell’arte o presunta tale è spietato e noi abbiamo voluto creare un isola felice, ci si arriva senza passaporto ma si devono lasciare a casa i bagagli inutili. Non demonizziamo il lato economico
( anche i loveristi devono mangiare) ma le sterili competizioni fra creativi che diventano guerre fra fratelli per uno spazio che a stringersi un pò basta per tutti.

Quale consiglio vuoi dare alle persone che vogliono intraprendere la tua strada di espressione creativa, e magari giungere ad una comunione di intenti con il manifesto Loverista?

Divertitevi.

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” Ondine”, Natascia raffio 2013

Se volete seguire da vicino questa favolosa artista potrete trovarla su:

facebook: https://www.facebook.com/natasciaraffio.art?fref=ts

blog: http://www.natasciaraffio.blogspot.com

e per chi fosse interessati, ecco il manifesto Loverista:

facebook: https://www.facebook.com/Loverismo?fref=ts

sito web: http://www.youtube.com/loverismo

Potrete acquistare le sue bellissime opere ( se arrivate in tempo ), contattandola direttamente oppure prenotando su commissione una sua miniscultura-gioiello su Cyclamen on the Moon : https://www.facebook.com/cyclamenonthemoon?ref=ts&fref=ts

Perchè le sirene?

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…perchè sono belle. Belle e pericolose. Perchè sono selvatiche, sono infide, mortali, eppure a modo loro umane, malinconiche, evocative. Uniscono il mondo animale, il freddo mondo dei pesci, l’oscurità degli abissi ( perchè non è come nella Sirenetta, in cui il fondo del mare è luminoso) a qualcosa di caldo, mammifero, come solo il corpo di una donna sa essere. I loro occhi li ho sempre immaginati lattiginosi, la loro espressione persa nel vuoto se non quando cacciano…allora il loro sguardo acquisisce qualcosa di umano, di profondo e affascinante, che concentra la sua attenzione su di te che la guardi, e non sai che stai guardando l’ultima cosa bella della tua vita, mentre lei comincia a cantare.

Ho sempre immaginato le sirene degli abissi con gli occhi lattiginosi, a causa della lunga permanenza nell’oscurità, che le rende in superficie quasi cieche

Quando realizzo qualcosa, deve sempre esserci un motivo che mi spinge a fare proprio quel soggetto, e proprio in quella posizione. La cosa che mi piace di più nel realizzare le sirene è la loro flessuosità…cerco sempre di farle in posizioni non statiche, ma mentre nuotano, o mentre la loro attenzione è presa da qualcosa, o in atteggiamenti riconoscibili. Ci può essere molta umanità nelle sirene delle leggende, e in molte fiabe scritte successivamente, come quella di Andersen, e anche nelle mie sirene c’è una percentuale di umanità variabile, a seconda di come mi sento, o della richiesta di chi la vuole adottare.  A volte giocano con le onde, come delfini, a volte si ritraggono nel loro mondo accucciandosi in qualche anfratto, perse nei loro pensieri. Perchè credo che questo le accomuni agli umani…la capacità di pensare. Ma allora cosa pensano le sirene, mezze pesci mezze donne, in un mondo fatto di oscurità e bisogni primari? Non le ho mai immaginate vivere in un castello, con servitù, giardini e stanze private, ma colonizzare laghi, fiumi, cascate e baie, dove vivono in attesa, contemplando la propria bellezza, nascendo, riproducendosi e morendo, come tutte le normali creature.

Se una sirena finisse nelle mani degli umani sarebbe destinata ad una vita da prigioniera, come fenomeno da baraccone o peggio!

Ma forse mi sbaglio…forse vivono veramente nei castelli, e il loro non è che uno specchio della nostra realtà, solo a chilometri di profondità. Ma anche così non potremo mai saperlo, perchè loro sanno bene cosa gli aspetta che infrangeranno le regole e guarderanno oltre la superficie. Tutti noi lo sappiamo.

Ma la regola che sempre cerco di seguire è la stessa ” not jewels but living beings”….e spero la apprezziate 🙂

La mia prima sirena: la giovane si è avvicinata troppo alla superficie, restando intrappolata in una rete dorata

Si comincia!

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Salve a tutti!

Alcuni di voi mi conosceranno già tramite la mia pagina di facebook, dove ho cominciato a esporre le creazioni che di volta in volta realizzavo, inizialmente come aiuto e accessori per i cosplayers, poi sempre più cercando uno stile personale che si avvicinasse al disegno, ai racconti, alle storie.

Ho scelto di aprire anche un blog per raccogliere le creazioni a cui tengo di più, e spendervi due parole lontano dal caos di facebook e dai lavori che possono essere più o meno dettati dalle richieste di chi mi segue, com’è giusto che sia: una marea di soggetti, stili e atmosfere completamente diverse! Un vero e proprio caos di colori, fatture, forme e dimensioni, in cui riesco a malapena a raccapezzarmi!

Visto che, da sempre, i miei soggetti nascono da vere e prioprie storie, che diventano disegni, che diventano creazioni, ho pensato di raccontarle in queste pagine, lasciando magari a chi le adotta la possibilità di spendervi due parole in tranquillità, dandomi conferma che sono giunte in buone mani. Seguire la storia di una creazione che nasce su quel tavolo è molto importante per me, perchè mi insegna a migliorare e perfezionare il mio lavoro… sapere se questa si danneggia, si rompe, si deforma, o rimane intatta, se è indossabile, se è scomoda, se non si adatta a nessun abito, se è quasi più bella appesa al muro, mi farà crescere e rimediare ai miei errori!

Comincio quindi questo blog, per raccogliere le storie di questi piccoli esseri viventi, sperando che i loro genitori adottivi mi aiutino a farlo crescere! Per ora buona domenica a tutti, e a presto!

La Figlia del Brigante