CONSIGLI: la modellazione, parte 1

Ognuno di noi vorrebbe modellare il soggetto che preferisce esattamente come lo abbiamo in testa…ma purtroppo non è possibile, come molti di noi ben sanno! Quante volte ci ritroviamo a provare uno stile nuovo, un soggetto sperimentale, per poi dover buttare tutto? Non c’è modo di evitarlo, a meno che il nostro scopo principale non sia vendere e quindi trovare la giusta combo di qualcosa che vada sul mercato e sia facile da realizzare. Non è condannabile, assolutamente, ma solo questione di scelte e priorità!

1. L’IDEA

Il punto più critico in assoluto…quante volte apriamo la pagina di fb solo per vedere che la maggior parte delle creative che conosciamo sono state possedute da un virus che si diffonde a macchia d’olio, facendo riprodurre a tutti lo stesso tema??? Come già detto, è questione di scelte…c’è a chi quel tema piace, lo vede da un’altra e lo riproduce con il suo stile, per personalizzare qualcosa che comunque ritiene suo, anzi che a maggior ragione vuole rendere suo. C’è chi si fa prendere dall’entusiasmo dell’onda e si lancia sulla sua scia. C’è chi pensa che riprodurre un soggetto che va di moda sia una vendita assicurata. Per qualunque motivo lo facciate…nessuno di questi è condannabile, tutt’altro. Ognuno crea cosa e quando gli pare, non ci sono dubbi su questo! Attenzione però al copyright…nonostante sia un discorso preso alla leggera, una cosa è prendere lo stesso tema, un’altra è COPIARE. Sulla mia idea sul copiare scriverò un post, difatti.

Tuttavia…perchè tutti in fondo lo sappiamo…coltivare un proprio tema, un proprio stile, una propria cotta per un determinato argomento…non ha prezzo davvero. E questo la gente lo sente. E se la gente non lo sente…lo sentite voi, che dovrebbe essere la cosa più importante.

Il mio consiglio è semplicemente vivere il vostro mondo, come più desiderate. Leggete, cercate artisti del passato e del presente, disegnate, sognate, guardate cartoni animati, osservate anche il paesaggio dalla finestra con occhi diversi, guardate un film che vi fa impazzire, guardate un foglio bianco e decidete al momento cosa vi va di disegnare. Quella cosa che vi fa alzare la notte per mettervi al tavolo del fimo, quella cosa che vi fa fare schizzi mentre siete a lavoro. Quello è il tema che fa per voi.

2. SCHIZZO SI O SCHIZZO NO?

Molte di noi realizzano uno schizzo dell’opera che vogliono realizzare…non so voi, ma io posso fare anche uno schizzo, ma l’opera non sarà mai quello che ho disegnato! Fare schizzi è qualcosa di molto personale. C’è chi crea direttamente cominciando da un colore che gli piace o da una idea che ha in mente, e quello che succede succede. Non esiste una regola, e nessuna è migliore dell’altra!

Immagine

schizzo…

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opera terminata!

3. PORSI LE DOMANDE GIUSTE

Per quanto siano belle e perfette nei minimi dettagli, in pochi indosserebbero una statuina del presepe come fosse una collana. Ci possono essere delle eccezioni, ma quando si crea dobbiamo prima di tutto chiederci ” Cosa  sto facendo? A chi è destinato? Qual’è il suo utilizzo?”. Quando si creano gioielli, questi andranno indossati…voi lo indossereste? Una persona che si sveglia la mattina e deve scegliere che collana-orecchini-bracciali indossare, lo sceglierebbe tra quelli nel bauletto dei propri gioielli? Molte delle nostre creazioni sono molto molto belle, ma ( almeno per quanto mi riguarda…) non vengono indossate e nella migliore delle ipotesi finiscono in una collezione, o diventano decorazioni per la casa, nella peggiore in un bauletto insieme a tante altre. Porsi le domande giuste significa capire che utilizzo vogliamo dare a quell’opera e perchè la creiamo…e trovarne i limiti. Se poi riusciamo a darci anche le risposte giuste, probabilmente la nostra creazione sarà quella più indossata, non per forza la più bella e spettacolare, ma avrà la funzione per cui è stata realizzata, divenire parte di una persona che indossandola si sente a suo agio!

Io personalmente mi concedo un pò di prendere con elasticità questa regola fondamentale…ma credo che ormai faccia parte del mio stile, che rende le opere delle piccole sculture, e che alla fine a chi mi segue piace comunque 🙂

4. CONOSCERE I PROPRI LIMITI E I LIMITI DEL MATERIALE CHE USIAMO

Un soggetto di successo è quello che non si rompe alla terza volta che viene indossato. Se normalmente siamo prudenti, ecco, l’obiettivo è esserlo sempre il doppio per il soggetto successivo. Non è una bella pubblicità sapere che il proprio oggetto, per quanto abbia reso felice la committente, si sia rotto o danneggiato senza un motivo apparente se non i normali traumi che subisce un oggetto indossato. Questo a volte va a discapito dell’arte e dell’ispirazione artistica…ma a quel punto, se non volete scendere a compromessi, meglio realizzare una miniatura o una decorazione da muro! Non dobbiamo dimenticare l’utilizzo a cui sono destinate le nostre creazioni…e dobbiamo essere onesti, con noi stessi e con chi le adotta! Il Fimo sa essere resistente ed elastico, se si usano certe accortezze:

– evitare le parti sottili che non abbiano più punti di appoggio: Se volete fare delle parti sporgenti ben venga, ma cercate di dargli una base per la maggior parte della loro lunghezza, o metteteci uno sfondo, oppure ancora utilizzate un supporto   da mettervi sotto. Se volete realizzare cose sottili come capelli o simili che vanno nel vuoto, sappiate che il rischio c’è…sta a voi poi capire quanto lo volete correre e stabilire i giusti tempi di cottura. Inoltre le parti sottili si incastrano nei vestiti, negli anelli delle catenelle…praticamente in qualsiasi cosa! Opere minuzione e stupendamente realizzate, come quelle di Nobu Happy Spooky ( https://www.facebook.com/NobuHappySpooky?ref=ts&fref=ts ), sono dei capolavori di particolari anche se limitano al massimo le parti sporgenti, e , anche se con uno stile tutto loro, sono indossabili senza problemi.

– utilizzare il Fimo Liquid: il fimo liquid è un gel che una volta cotto ha una consistenza gommosa ed elastica, e quasi del tutto trasparente, soprattutto se in piccole quantità. Costa un pochino, ma è davvero un investimento…applicato tra le giunture delle parti della nostra creazione e sui particolari fragili, vi dà una certa garanzia di resistenza ( anche se non assoluta ). Io lo uso anche sulle sfoglie sottili coprendole del tutto dal lato che non si vede, così da avere qualche sicurezza che non si crepino con il tempo.

– utilizzare solo fimo condizionato a lungo: come già detto il fimo ben amalgamato è più omogeneo e più resistente una volta cotto.

– utilizzare tempi di cottura adeguati: il fimo cotto in maniera incompleta risulta fragile, anche se spesso non immediatamente. Meglio cuocerlo un tantino di più che un tantino di meno…ma attenti a non bruciarlo! Se ne parlerà nel post sulla cottura 🙂 Per esperienza personale il Fimo bruciato risulta molto resistente…ma si perde tutto il lavoro di decorazione e colore, inoltre ricordare bene che I FUMI ESALATI DAL FIMO BRUCIATO SONO TOSSICI!!!

– trovare il proprio equilibrio: Creativi come Angenia Creation ( https://www.facebook.com/pages/Angenia-Creations/174434059271046?ref=ts&fref=ts ), sono riusciti a trovare un equilibrio tra forme sottili e delicate e resistenza, a forza di provare, mescolare i colori giusti, lavorare in un certo modo. Devo dire che io il mio equilibrio lo sto cercando, ma che a volte preferisco peccare di troppa prudenza che di troppa audacia…le creazioni che ritengo più fragili hanno un supporto esterno o sono addirittura rinchiuse in boccette e casse di orologi!

– chiedere feedback alla gente: I pareri di chi adotta le creazioni sono più importanti di qualsiasi libro…se riuscite a creare un rapporto di fiducia con i vostri clienti, potrete capire i vostri limiti ed evitare di ripetere lo stesso errore in futuro! Cercate la loro comprensione invece che arrabbiarvi e dire che è impossibile…siamo artigiani alle prese con un materiale la cui resistenza dipende da tantissimi fattori, non sempre tutti prevedibili, e la gente deve sapere che un oggetto in fimo non deve essere sbatacchiato come un pupazzo di plastica, ma deve essere riguardato come un qualsiasi ciondolo di vetro o ceramica.

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Questa sirena su cui avevo lavorato a lungo si è irrimediabilmente bruciata. Eppure nonostante tutti i colori si siano modificati, ho notato che è molto più resistente del solito!

5. CREARSI UN PROPRIO STILE

Non sono molti purtroppo gli artisti del fimo che si riconoscono alla prima occhiata. Il loro stile non deve per forza essere complesso e strapieno di particolari o di virtuosismi scultorei, ma è talmente personale che alla fine li premia per questa loro unicità. Un esempio è Neraneve ( https://www.facebook.com/neraneve?fref=ts ), che con le sue dolline ha conquistato il cuore di tutti i suoi fan…ma ce ne sono molti altri in giro. A voi decidere cosa volete fare della vostra arte…se un mezzo per raccogliere qualche soldo o qualcosa di personale che sia solamente vostro e che vi regali la soddisfazione che cercate!

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