Perchè i Draghi?

Che cos’è un drago se non un modo per sfogare la propria fantasia con qualcosa di estremamente liberatorio? Esistono forse i draghi? Pare di no ( così dicono )…qualcuno ha mai fissato in maniera univoca colori-forme e natura dei draghi? proprio no! Ogni drago è verosimile…ogni drago è perfetto, nessun drago è inopportuno!

Creature che non sono mai esistite ( per quanto se ne sa :P) ma che da sempre popolano in maniera epica le nostre vite oltre la realtà. Creature violente e sanguinarie, avide di tesori e gelosi dei loro preziosi ( di cui non se ne fanno davvero nulla, come insegna Tolkien ). Rettili mostruosi privi di ragione o creature dalla saggezza millenaria, dalle dimensioni da microscopiche a colossali, malvage, buone, neutrali? Tutti questi sono draghi, e anche di più…spiriti che popolano numerosi miti e leggende, in ogni parte del mondo. Tutti amano i draghi, perchè ciascuno ha il suo drago ideale.

Realizzare i draghi è catartico…cominci con una idea, ma aggiungi particolari, scaglie, forme, a seconda di ciò che senti in quel momento, e tutti sono diversi, tutti, per quanto puoi sforzarti, rimangono pezzi unici.

Questa è il mio piccolo zoo draghesco…se vi sforzate riuscirete a capire esattamente cosa provavo mentre realizzavo ognuno di questi draghi, persino di che umore ero! Questa è la vera potenza dei draghi!

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Perchè le sirene?

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…perchè sono belle. Belle e pericolose. Perchè sono selvatiche, sono infide, mortali, eppure a modo loro umane, malinconiche, evocative. Uniscono il mondo animale, il freddo mondo dei pesci, l’oscurità degli abissi ( perchè non è come nella Sirenetta, in cui il fondo del mare è luminoso) a qualcosa di caldo, mammifero, come solo il corpo di una donna sa essere. I loro occhi li ho sempre immaginati lattiginosi, la loro espressione persa nel vuoto se non quando cacciano…allora il loro sguardo acquisisce qualcosa di umano, di profondo e affascinante, che concentra la sua attenzione su di te che la guardi, e non sai che stai guardando l’ultima cosa bella della tua vita, mentre lei comincia a cantare.

Ho sempre immaginato le sirene degli abissi con gli occhi lattiginosi, a causa della lunga permanenza nell’oscurità, che le rende in superficie quasi cieche

Quando realizzo qualcosa, deve sempre esserci un motivo che mi spinge a fare proprio quel soggetto, e proprio in quella posizione. La cosa che mi piace di più nel realizzare le sirene è la loro flessuosità…cerco sempre di farle in posizioni non statiche, ma mentre nuotano, o mentre la loro attenzione è presa da qualcosa, o in atteggiamenti riconoscibili. Ci può essere molta umanità nelle sirene delle leggende, e in molte fiabe scritte successivamente, come quella di Andersen, e anche nelle mie sirene c’è una percentuale di umanità variabile, a seconda di come mi sento, o della richiesta di chi la vuole adottare.  A volte giocano con le onde, come delfini, a volte si ritraggono nel loro mondo accucciandosi in qualche anfratto, perse nei loro pensieri. Perchè credo che questo le accomuni agli umani…la capacità di pensare. Ma allora cosa pensano le sirene, mezze pesci mezze donne, in un mondo fatto di oscurità e bisogni primari? Non le ho mai immaginate vivere in un castello, con servitù, giardini e stanze private, ma colonizzare laghi, fiumi, cascate e baie, dove vivono in attesa, contemplando la propria bellezza, nascendo, riproducendosi e morendo, come tutte le normali creature.

Se una sirena finisse nelle mani degli umani sarebbe destinata ad una vita da prigioniera, come fenomeno da baraccone o peggio!

Ma forse mi sbaglio…forse vivono veramente nei castelli, e il loro non è che uno specchio della nostra realtà, solo a chilometri di profondità. Ma anche così non potremo mai saperlo, perchè loro sanno bene cosa gli aspetta che infrangeranno le regole e guarderanno oltre la superficie. Tutti noi lo sappiamo.

Ma la regola che sempre cerco di seguire è la stessa ” not jewels but living beings”….e spero la apprezziate 🙂

La mia prima sirena: la giovane si è avvicinata troppo alla superficie, restando intrappolata in una rete dorata