L’arte di inventarsi la propria arte: l’esperienza di Martina de Pellegrin, in arte…Martinarte

Questa intervista ha una doppio scopo: da un lato fa parte della serie di “ istruzioni per il post-processing” di una creazione in fimo, cioè una panoramica di cosa si può fare sulla vostra creazione già cotta.

In parte dovrebbe essere uno stimolo a inventarsi la propria arte, a non limitarsi ai prodotti che compriamo già pronti ( che magari essendo di marca costano anche molto di più ) ma a sperimentare nuove tecniche e materiali dove, per impossibilità tecnica o economica, non abbiamo questi prodotti a disposizione.

E’ quello che abitualmente fa Martina, che da suo nonno imbianchino ha scoperto le potenzialità della colla vinilica…vediamo cosa ha da raccontare!

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Raccontaci la tua storia e parlaci delle tue battaglie personali…come hai cominciato a lavorare le paste polimeriche e come sei cresciuta fino ad oggi?

Ho sempre lavorato con le mani fin dalla tenera età….mia madre mi raccontava che al termine dell’anno portavo a casa dall’asilo plichi e plichi di disegni fatti con le tecniche più disparate. Ti posso dire quindi che ho questa cosa nel sangue da sempre. Sono nata con l’esigenza di esprimermi attraverso l’arte figurativa, poiché non sono mai stata una grande oratrice che imbambola le persone che la circondano. Sono una persona allegra e di compagnia ma sono anche molto timida e riservata…ecco perchè tendo a scegliere la pittura o il mondo della cratività come forma di espressione, perchè posso realizzarle da sola.

Quale tecniche hai favorito quindi nel corso della tua “vita artistica”?

Ho sempre spaziato per quanto riguarda le tecniche artistiche, anche perchè non avendo mai avuto a disposizione denaro sufficiente per comperare materiali appositi, mi son dovuta ingegnare. Spesso mi son trovata a disegnare dipingere o creare con cose assurde. Tengo sempre in moto il cervello e cerco di ottenere il risultato che voglio magari attraverso cose differenti.

Il fimo l’ho scoperto per caso, come quasi tutte le persone, girando in internet o vedendo in giro oggetti realizzati con questo materiale. Ricordo che la mia prima confezione di fimo la comprai una domenica pomeriggio sotto forma di kit per costruire collane già pronti. Visto il costo pensai di prendere qualcosa che mi permettesse di ottenere almeno un prodotto finito…..solo che ovviamente, per mia natura non ho creato la collana bensì ho utilizzato la pasta per tutt’altro.

Ho iniziato a informarmi e ovviamente col tempo impari a capire le diverse possibilità di applicazione del materiale. Dopo una costante lavorazione cominci a trovare la tua strada.

Per quanto riguarda il mio stile….io mi baso assolutissimamente sull’illustrazione per l’infanzia, mio immensissimo amore. Adoro le ambientazioni in quello stile, come nei libri di Beatrix Potter. Quando ero bambina mi perdevo nelle immagini di campagna dei libri di fiabe.

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Come ti è capitato di trovare la giusta combinazione che ti permettesse di dipingere il fimo invece di comprare i panetti di colori già pronti?

Inizialmente compravo un sacco di panetti di fimo colorati, come tutti. Poi leggendo, sperimentando, documentandomi e usando l’istinto sono arrivata a uno stile mio, ed ora sinceramente utilizzo il fimo di un qualsiasi colore e tendo a dipingerlo successivamente.

Essendo una persona istintiva non faccio progetti su carta (cosa sbagliata), scolpisco come mi sento e le mie opere cambiano forma mano mano che vado avanti…utilizzo il fimo come base principale poi gli effetti maggiori li ottengo con la pittura. Terminato l’oggetto lo copro con una mano di acrilico bianco per uniformare il tutto e poi procedo con la pittura, come se dipingessi un quadro.

Per mia esperienza personale il fimo se passo uno strato sottile all’inizio ha un effetto quasi impermeabile… non hai problemi a far asciugare l’acrilico sul fimo cotto?

Assolutamente no. L‘acrilico è un colore che si adatta su quasi tutte le superfici…basta dosare la consistenza e si fanno più strati, stando a ttenti a non coprire troppo i particolari, altrimenti la lavorazione che hai fatto prima con la modellazione tende a venire meno.

Inoltre io non utilizzo colori costosi…la base la faccio in acrilico, ma il resto lo dipingo con semplici aquarelli o tempere. Poi invece di usare la vernice utilizzo uno strato di colla vinilica, oppure alterno la colla vinilica alla vernice ….una piccola spruzzatina per fermare i colori e poi via di colla sottile e passata col pannello. Avendo una formazione da storica dell’arte ho potuto studiare le fasi della pittura degli artisti del rinascimento, che utilizzavano in prevalenza le tempere e ho applicato il sistema della stesura a strati anche qui…ovviamente in un modo tutto mio!

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Per quanto riguarda il gradi di diluizione della colla…..dipende da cosa vuoi fare. Troppo diluita non puoi ad esempio usarla sugli aquarelli…perchè li scioglierebbe. In quel caso puoi usarla pura come è nel barattolo ma assicurandoti di fare uno strato veramente uniforme e sottile.

La cosa meravigliosa è che una volta asciutta puoi dipingerci sopra e poi ripassare la colla…e farlo quante volte vuoi!

Poi ovvio ci sono i trucchi per velocizzare…io uso la pistola termica per asciugarla, ma bisogna saperla usare bene perchè se si usa in modo errato la colla si gonfia e soffrigge.

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Com’è l’aspetto della colla vinilica una volta cotta?

Devi sempre dosarla, mai mai metterne troppa. Io la uso sotto il materiale come una specie di aggregante e dunque non si vede.

Pensa che mio nonno era imbianchino e usava la Vinavil diluita nel colore quando doveva fare trattamenti post muffa sulle pareti…è un isolante favoloso, ed essendo un vinile crea una plastica protettiva. Ecco perchè la uso in tutte le mie opere!

C’è una tua creazione in particolare che ti va di commentare?

devo scegliere una mia opera?….domanda difficile perchè le amo e le odio tutte, e ognuna ha una lstoria a se…..mi è capitato spesso di avere delusioni dopo aver accettato una commissione, gente che sparisce o addirittura rifiuta il lavoro. Preferisco regalarle, piuttosto. Per questo quasi tutte hanno qualcosa di speciale, poiché creo pensando di rendere felice una persona in particolare.

Purtroppo io devo calcolare il costo e le ore di lavoro e la gente non ha più la cultura del fatto a mano…pretendono una cosa bella a un prezzo da negozio cinese.

Questo è in assoluto il mio primo diorama, non lo venderei mai, nonostante ciò che realizzo ora anche a livello di personaggi sia molto migliorato, tipo il re ranocchio o il leprotto marzolino.

Ma questa è proprio la mia prima sperimentazione, fatta con materiali di fortuna, tutti differenti.

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Qualcosa di Martina l’abbiamo già visto con qualche immagine durante l’intervista, e io non posso non ammirare un’artista così piena di inventiva e di sogni. La sua vita artistica le ha dato molte delusioni, e spero che qualcuno impari a riconoscere il suo talento e la valorizzi come merita!

Se volete contattarla o anche solo ammirare i suoi lavori ( soprattutto di pittura e disegno, che non ho pubblicato visto che non erano in tema ), queste sono le sua pagine:

http://martinarte80.blogspot.it/

https://www.facebook.com/pages/Martinarte/401637099894750

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Rifatevi gli occhi! ❤

Alla prossima,

La Figlia del Brigante

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